
|
Spazio sull'Arte
a cura di Leonardo Marrone
Seguire o meglio inseguire il calendario di tutte le mostre in corso o in programma in Italia rimanendo sempre aggiornati e' impresa assai ardua. Cercheremo comunque in questo spazio di fare del nostro meglio curando periodicamente una panoramica stagionale sui principali eventi legati all'arte italiana sia in Italia che in Giappone. Questo spaziando chiaramente dall'arte antica e classica alle espressioni piu' moderne degli artisti italiani contemporanei. |
![]() |
|
Frammenti di storia a ridosso e nel cuore e a ridosso del mausoleo, sepoltura del "divo" |
|
Se poi consideriamo anche le polemiche che hanno accompagnato lfedificazione del progetto di Meier come protezione allfAra Pacis (1), ci si rende conto che un intervento, oltre che dovuto, ef proprio necessario. Previsti, quindi, oltre al riassetto del cuore della zona, la possibiltaf di rivedere alcune scelte dell'architetto americano; la salvaguardia con un progetto di rivalutazione di questi due sfortunati monumenti - il Mausoleo e la sua ara (2) -; la riqualificazione della vicina chiesa di San Rocco e dellfaltrettanto funestato porto di Ripetta, venuto giaf in parte alla luce con i recenti lavori allfAra Pacis. Ipotizzabili poi anche gli interventi al ponte Cavour, sui giaf citati edifici di epoca fascista e su alcune zone attigue. Come andraf a finire? Ef giusto intervenire sul progetto irrisolto di Morpurgo (il cui livello non ef neanche minimamente paragonabile a quello di Speer, ai tempi di Hitler) e la ggabbiah futuristica di Meier? Ef piuf importante liberare la piazza e quindi restituire la propria dignitaf ad una delle piuf importanti testimonianze della storia di Roma (lfAugusteo e la sua piazza) o mantenere il disordine gequilibratoh del progetto gdilettantisticoh, realizzato al risparmio dal duce? Voi che ne pensate? (1) Critiche alle quali in parte ci associamo. Piuf di qualcuno ha definito il gmostroh di Meier, guna pompa di benzina; una pizzeria di Dallas; totalmente scellerato, sia da un punto di vista estetico che logistico, per non parlare poi dei recenti problemi dovuti allfalterazione del microclima allfinterno della costruzione che starebbe danneggiando anche lfAra Pacis stessah.
(2) lfAra Pacis (lfAltare della Pace eretto tra il 13 e il 9 a.C.) come la vediamo oggi, splendido esempio dellfarte ufficiale del periodo della dittatura pacifica di Ottaviano e sua privata auto celebrazione, fu ritrovata negli scantinati di un palazzo nei pressi del Corso e poi ricomposta nella sua nuova sede solo alla fine degli anni Trenta dello scorso secolo.
|
|
|
conclude il suo intervento defininendolo "l'ultimo artista... approfondisci |
|
Antonio Ligabue - LfArte difficile di un pittore senza regola
|
|
|
Un prezioso mosaico e' stato scoperto nel parco di Veio sepolto non solo dalle stratificazioni |
|
La scoperta del bello e importante mosaico di Veio ci offre lfoccasione per un piccolo confronto con dei fatti che ci sono sembrati simili, avvenuti qui a Fukuoka recentemente. Avvenimenti che purtroppo si verifano e continuano a verificarsi in un pof tutto il Giappone. Una premessa: In Italia, a causa del lassismo delle istituzioni, della paura di aggressioni e deturpamenti, molte zone archeologiche scoperte, per non essere lasciate incustodite, vengono ricoperte in attesa dei fondi necessari per la ricerca e per il mantenimento. Queste aree, almeno sulla carta, sono protette da una serie di leggi molto ferree e da precisi piani regolatori. In Giappone (e purtroppo anche in altri paesi in Oriente) si para una realtaf tuttfaltro che rosea e rassicurate in merito. Con lo stesso zelo e la stessa metodicitaf con i quali in Giappone, in altri casi, si procede, si protegge e si tutela (tanti sarebbero i casi che si potrebbero citare nella vita di tutti i giorni che ci fanno ammirare la funzionalitaf di questo paese e di molte sue strutture sociali) allo stesso modo si distrugge, programmaticamente. Noi che viviamo qui, a Hakata (una zona considerata ormai da molti studiosi di enorme importanza e valore storico per lo sviluppo e le radici della cultura giapponese) e che ci sentiamo esattamente nel mezzo, assistiamo ad una demolizione, una rimozione e una cancellazione sistematica dei beni architettonici (e ambientali) di questa zona, praticamente ogni giorno! Citiamo lfultimo di questi drammatici casi, proprio qui a Fukuoka, nel suo centro storico (o quello che dovrebbe essere e sempre meno appare): Dopo lfindividuazione di una zona abbastanza estesa, al di sotto di aree destinate allfedificazione di alberghi, centri commerciali e pachinko, sono state (fortunatamente!) autorizzate dai proprietari di questi ettari di terreno le ricerche archeologiche. Ricordiamo che siamo nel cuore della cittaf. Questi scavi, come era facilmente prevedibile per questa zona, hanno riportato alla luce una fitto reticolato di resti architettonici in muratura e alla scoperta di diversi reperti di epoca presumibilmente Nara, a Gionmachi: una zona, fino a oggi, vittima giaf di numerosi scempi da parte di comune e privati. Tutto ef stato fatto alla luce del giorno ma senza, sembra, minima pubblicitaf, informazione o documentazione resa poi pubblica su giornali o media. In questi mesi si ef proceduto poi a radere completamente al suolo questi ettari di patrimonio archeologico, tutto nel pieno rispetto delle leggi. Non ci si stupisce quindi che nessuno abbia fermato o denunciato lo scempio o chi di dovere se ne sia in qualche modo interessato. Ci si chiede se e' veramente questo il futuro che si prospetta al Giappone. Tutto cio' ci sembra, ed e' certo una triste constatazione, uno degli strani paradossi e delle grandi contraddizioni che si rivelano oggi della cultura conservativa e millenaria di questo paese. Ed e' lo spettacolo drammatico di un Giappone che sta scomparendo, nel suo intimo, pezzo dopo pezzo.chiudi
(alcune foto scattate gfurtivamenteh durante gli scavi)
scavi a Gionmachi (I)
scavi a Gionmachi (II)
|
|
|
|
|
|
|
|
italiano attraverso una raccolta di oltre centoventi opere provenienti da.... approfondisci |
La mostra si prefigge di raccontare la storia della presenza dellfarte greca sul territorio italiano attraverso una raccolta di oltre centoventi opere provenienti da tutto il mondo. Nelle sale affrescate da Giulio Romano e nelle Fruttiere di Palazzo Te, per la prima volta contemporaneamente, sono esposti i capolavori dellfarte classica in una sequenza narrativa che dal VII secolo a.C. conduce lo spettatore alle scoperte archeologiche dellfOttocento fino alle recenti restituzioni da musei americani. La mostra ef suddivisa in Tre sezioni fondamentali La prima: Un'Italia greca Opere di artisti greci importate in Italia o in molti casi esemplari che gli stessi artisti greci hanno realizzato trasferendosi in Italia. Bisogna considerare che nel VII secolo a.C. buona parte dell'Italia ef interamente greca: le colonie greche della Magna Grecia, tra campania e Calabria e la stessa Sicilia. Le opere d'arte prodotte in queste cittafsono greche anche se talvolta con caratteristiche stilistiche del tutto peculiari. Seconda sezione: La grecia conquista Roma. Concentrata soprattutto sul collezionismo e sul gcultoh delle opere greche da parte del mondo romano durante il I e II secolo a.C.. Questo non trascurando certo lfImportanza anche del fenomeno delle copie romane e della mercificazione di capolavori classici greci. Terza sezione: Nostalgia della Grecia Dopo secoli di oblio lfarte greca, fonte primaria dello sviluppo della cultura estetica latina, vive il suo momento di riscoperta attraverso le primi indagini scentifiche a cavallo tra il Settecento e lfOttocento. Ef il momento in cui si mettono a confronto e si osservano con sguardo analitico le copie romane (e la loro essenza ggrecah) e gli originali accertati come tali. Una mostra preziosa, soprattutto perchef riesce a sintetizzare un percorso non solo storico e artistico ma anche umano e culturale che ha attraversato duemila anni di storia del microcosmo del Mediterraneo fino a noi, oggi. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|||||||||||||
|
|
|
@ Fino
al 3 febbraio 2008, alla Galleria Borghese di Roma, alcuni dei capolavori scultorei,
molti bozzetti e alcuni piccoli dipinti, del maestro neoclassico Antonio Canova
(1757-1822). Partendo dalla ''Paolina Borghese ritratta come Venere Vincitrice'',
la
mostra si propone di ripercorrere e
presentare alcuni degli aspetti peculiari di tutta l'opera dello sculture veneto accostando anche
opere berniniane gia' presenti nella collezione Borghese, viene
proposto un lato raffinatissimo e allo
stesso momento una ricerca precisa che Canova sviluppa e
concretizza nelle opere da lui realizzate
nel particolare clima politico e sociale
dell'Italia napoleonica. La mostra si
concentra cosi sul tema della bellezza
idealizzata, intesa come valore e percezione
del modello ''mortale'' e concreto di soggetti
contemporanei (gli stessi membri della
famiglia Borghese, ad esempio) o anche di
ispirazione cristiana (la Maddalena
Penitente). Un cammino di altissimo livello
estetico racchiuso e articolato tra i
corridoi e le stanze meravigliosamente
affrescate e arredate (secondo il gusto
delle epoche che hanno attraversato sino ad
oggi queste sale) della Galleria Borghese.
|
|
|
|
@Sul Palatino, a 16 metri di profondita' sotto la casa di Augusto e' stato ritrovato
un ambiente che, secondo i dati forniti da una sonda utilizzata dai ricercatori
impegnati in questa scoperta, ha un'altezza di sette metri e quaranta e una larghezza
di sei metri circa con una copertura a cupola con al centro l'aquila augustea e
numerosi mosaici di marmo policromo.
Molti i dubbi e le polemiche riguardo ad una attribuzione certa sull'origine e sulla
destinazione dell'ambiente scoperto: la leggenda vuole infatti che sia la
grotta dove Romolo e Remo, i fondatori di Roma, furono allattati da una lupa. Sempre
secondo tradizione, ma con il supporto anche di fonti storiche dell'epoca,
sarebbe poi stato trasformato in un vero luogo di culto dallo stesso Augusto,
intorno al 28 a. C.. Secondo un'altra ipotesi, forse piu' credibile e basata sui
dati finora raccolti, sarebbe invece un bellissimo e raro esempio di ninfeo con
una decorazione musiva ancora in perfetto stato di conservazione e quindi, come
il supposto Lupercale, certo non di minore importanza storica ed artistica. Le ricerche previste nei prossimi anni daranno certo risultati piu' concreti e un
supporto piu' solido a queste due prime fondamentali tesi di partenza.
|
|
|
|
@ @ @ @ Dopo una lunga trattativa con molti dei piu' importanti musei americani
(dal Paul al Getty di Malibu, passando per il Fine Arts di Boston, il Metropolitan di New York e l'University Museum di Princeton) ritorna in Italia, come i compagni di Ulisse, nell'Odissea, tornarono in Patria dopo la distruzione di Troia, un nutrito gruppo di opere ''italiane''. Sessantotto esemplari circa, alcuni dei quali estremamente preziosi e di grande novita'. Si tratta di pezzi di importante valore storico e artistico trafugati, venduti
|
|